Foce al Lago, Poggio Fegatesi, Rifugio Casentini PDF Stampa E-mail
Domenica 29 Aprile 2007

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In una “cornice” da favola si è svolto il trekking Sella di Foce al Lago

29 aprile

Foce al Lago, Poggio Fegatesi, Rifugio Casentini

Conduce Leandro S.  

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h 7.30 Ritrovo e partenza presso la sede del Greppo Trekking Tripetetolo a Lastra a Signa  
h 8.00 Meeting point al Casello Autostardale Pistoia
            Seguire la direzione:
                PISTOIA OVEST
                SS64
            PORRETTA TERME
                SS66
                SS12
                ABETONE
            Prendere l'uscita in direzione:
                ABETONE
                MODENA s66

            Le Piastre proseguire     
            Pontepetri a sinistra (Abetone)    
h 9.00    S.Marcello Pistoiese    PrendereSS66
h 9.07    La Lima     Proseguire per ss12 (strada a sinistra) in direzione Lucca
h 9.30    Attraversare Scesta    
h 9.31    Girare a destra secco bivio poco visibile    Direzione S.Cassiano
h 9.34    Attraversare San Cassiano    
            Girare a sinistra tornante: Località Campiglia    
            Molte curve 3 km    
            Girare a destra: Località Colle a Serra non prendere per Montefegatesi!    
        
9.40 Meeting point
 
Dopo poco lasciamo però anche questa strada per prenderne un’altra che si trova sulla nostra destra: non c’ è verso di sbagliarsi perché c’ è solo questa. Cartello giallo Pratofiorito.

Questa, prosegue su fondo sconnesso per alcuni km. salendo fra campi, vecchi casolari e villette di recente costruzione fino a pervenire al bivio di Albereta (m. 1012) dove andiamo ancora a destra e, superate alcune baracche adibite a bar nel periodo estivo che si trovano sulla nostra sinistra.
Posti macchina nei prati accanto alla strada ma non molto spazio. Meglio distribuirsi sulla strada.
Strada sterrata, e anche un po’ disagevole Km 3,5 circa, 10 minuti

h 10.00    Sella di Foce al Lago (m. 1103).     Arrivo e partenza per il nostro trekking

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Arriviamo a Sella di Foce al Lago (m. 1103) dove ritrova un valico (valico che separa i monti Prato Fiorito e Coronato dal monte Mosca) contrassegnato sulla destra da un bel crocifisso.
Questa località è così chiamata per la presenza di un'ampia depressione carsica che durante le piogge più intense non riesce a drenare tutta l'acqua trasformandosi così in un lago temporaneo.
Sulla nostra destra “lievita” monte Pratofiorito, infestato dalle streghe nella notte di S.Giovanni.
Secondo la leggenda, “Prato Fiorito” è popolato da streghe e diavoli che risiedono in una profonda buca tra le rovine di un antico monastero e la notte del 24 giugno ne fanno di tutti i colori.
Giovanni Pascoli, attento conoscitore delle tradizioni popolari, conosceva la credenza che le streghe si radunassero sul Prato Fiorito: nel racconto La Cunella infatti si legge "Ah! Vecchiaccia del diavolo! Va sul Prato Fiorito! Ora vedo che lo maldocchiasti tu!" .

Basta con le pinzillacchere ! Parcheggiamo l’auto ai lati della strada, ed andiamo a sinistra sul sentiero CAI n. 12  che risale la Cresta Zampino: si cammina ora dentro una fitta e alta felceta costeggiando il versante orientale del Monte Mosca (m. 1520) con bellissimi panorami sull’Appennino e, in particolare, sul Rondinaio .
Dopo circa 1 h. di cammino, dopo aver superato due boscose creste a quota 1332 e 1325, si giunge a Sella Faggetta (m. 1306): da qui andiamo a sinistra risalendo lungo il sentiero CAI n. 12 e costeggiando il fianco occidentale del Monte Mosca e, dopo aver superato un panoramico prato, si rientra dentro la faggeta fino a pervenire ad un bivio: qui abbiamo davanti due sentieri, ma sia quello di sinistra (CAI n.302) che quello di destra (CAI n.12) conducono a Fontana a Troghi.
Noi scegliamo quello di sinistra, non segnato,  perché molto più panoramico: infatti questo passa sul limitare del bosco sopra un ripido vallone erboso mentre l’altro si snoda tutto dentro il bosco. Il 302 costeggia i cartelli che delimitano la Riserva Naturale dell’Orrido di Botri-
Si incrocia il sentiero CAI n. 12 proveniente da destra.
Seguiamo ora questo sentiero andando a sinistra e scendendo di quota nel bosco fino a che, alcune centinaia di metri prima di giungere al rifugio, c’è uno sperone, chiuso causa frana. Da qui con un buon cannocchiale si potrebbe osservare, sulla parete destra posta proprio all’ingresso della gola, il nido dell’aquila reale.
Arriviamo in pochi minuti al Rifugio di Fontana a Troghi (m. 1298) preceduto da una brutta  fonte di recente costruzione. Il rifugio è mèta turistica perché posto al termine di un percorso relativamente facile.
Trog in  longobardo significa fonte, è quindi testimonianza della presenza di longobardi in zona.

Da qui si può godere di un ampio panorama che abbraccia tante cime della catena appenninica, dal Rondinaio all’Alpe delle Tre Potenze alla Femminamorta, e anche delle Apuane.
Sostiamo brevemente al rifugio e torniamo   sul  CAI12 in direzione  m. mosca (m 1520).
Qui sosteremo per il pranzo ammirando le splendide cime in lontananza e lo strapiombo dell’orrido.
Il ritorno verso Foce al  Lago impiega circa 1 h. e 45 minuti di cammino.
A foce al lago c’è un chiosco all’aperto che offre un po’ di tutto: arrosti, primi  ecc.
Al ritorno consiglio di visitare Ponte a Gaio (10 km) e la chiesa di S.Cassiano di Controne .
Si può tornare anche passando da Lucca ma il tempo è più o meno lo stesso.



Raccomandazioni:
1) il sentiero si inerpica ripidamente fin dall’inizio. Il consiglio è non forzare e riposarsi spesso.
2) Attenzione al tappeto di foglie cadute: sono molto scivolose e nascondono pietre aguzze.
3) Attenzione a non farsi fare “gambetta” dai rami caditi sono molto insidiosi.
4) Ci sono solo uno o due punti rocciosi con difficoltà ma niente di preoccupante: se non vi sentite sicuri fayevi aiutare;
5) Non ci sono guadi.
6) Portatevi un cannocchiale per vedere gli stambecchi e l’aquila reale;



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