montelupo2012

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conduce: Stefano B.

ATTENZIONE

Cambio del programma

Lastra a Signa – Montelupo

Percorso poco impegnativo
Difficoltà
Tempo di percorrenza: 4 ore
Percorso di circa 12 Km 
Dislivello: 250 m

Ritrovo alla sede del Gruppo Trekking alle ore 8,00 partenza alle ore 8,15

Il primo trekking dell'anno 2012 per brindare insieme al nuovo anno  al Ristorante SASA, che come promesso, ci offrirà la pizza in occasione del pranzo “stretto”. Per motivi organizzativi vi preghiamo di prenotare.

Il primo trekking dell'anno 2012 per brindare insieme al nuovo anno

Partenza verso le nostre colline: si passa da S. Lucia e in seguito per Via Sasso Forte, dove si prende il sentiero per Bellosguardo.

Si prosegue per Via del Fantone fino a Via San Salvatore, dalla quale si prende il sentiero per il tabernacolo di San Vito e successivamente per Via Montatuzzo che ci porta presso il Ristorante Sasa dove verrà offerta la pizza a tutti i partecipanti iscritti al Gruppo.

Percorso semplice, per tutti.

 

 

La Piana tra Firenze, e Prato era un tempo un'estesa area umida e paludosa - da cui il termine generico ancora usato di "padule". Nel corso dei secoli queste terre paludose, considerate malsane e improduttive, hanno subito diversi interventi di bonifica (quali il prosciugamento delle terre e la canalizzazione delle acque) fino, in tempi più recenti, arrivare quasi ad estinguersi a causa del processo di urbanizzazione.

Solo negli ultimi decenni, con una maggiore sensibilizzazione e presa di coscienza dei rischi ambientali e climatici cui tutto il mondo sta andando incontro, è iniziato un percorso di tutela delle aree umide: le paludi, gli acquitrini, le torbe, i bacini naturali o artificiali, di acqua dolce, salmastra o salata, sono oggi riconosciuti come ambienti che svolgono un'importante funzione idrogeologica per il territorio e per la tutela della biodiversità. Le zone umide - costituite da stagni, laghetti, acquitrini, bacini naturali o artificiali - accolgono numerose specie di piante e animali lagunari che rappresentano un importante esempio di biodiversità e ospitano, in alcuni periodi dell'anno, rare specie di uccelli migratori (come aironi, fenicotteri e cicogne). Queste zone sono però minacciate dall'inquinamento, dall'urbanizzazione, dalla cementificazione, dalla scarsità della risorsa idrica, e dalla bonifica del terreno a fini agricoli. Negli anni si è compreso che la diminuzione delle aree umide conduce nel tempo all'estinzione di diverse specie animali e vegetali ed è causa di alterazioni dell'assetto idrogeologico del suolo: per mettere in sicurezza queste aree sono sempre più necessarie casse di espansione, stagni e canalizzazioni per la regolazione delle acque.

Le aree umide presenti nella Piana corrispondono attualmente ad un certo numero di laghi e stagni che necessitano di una continua opera di manutenzione. È infatti  venuta a mancare la principale risorsa che un tempo rendeva umide le terre di quest'area: l'acqua. I laghi e gli stagni ancora presenti non sono più naturali e per mantenerli in vita è necessario aggiungere acqua in alcuni momenti dell'anno e, periodicamente, ripulire il fondale dal fango e risanare gli argini.

Il parco della piana vuole essere un territorio accessibile e fruibile da tutti, uno luogo da vivere e condividere che, grazie alle opportunità culturali e di svago che offre, attragga cittadini e turisti amanti della natura e della storia e contribuisca a migliorare la qualità della vita di tutti coloro che vi risiedono e lavorano.

Il territorio del parco della piana è già oggi ricco di luoghi pieni di bellezza e di storia - anche se talvolta poco conosciuti e valorizzati - e numerose sono le attività ricreative che vi si possono svolgere.

L'Oasi è un punto di sosta e di nidificazione per uccelli migratori, che possono essere ammirati da vari punti di osservazione posti all'interno dell'area: aironi cenerini e bianchi maggiori, garzette, il cavaliere d'Italia, il martin pescatore. Vi trovano rifugio anche numerosi anfibi in estinzione come il tritone punteggiato, il tritone crestato, la raganella, il rospo smeraldino, e pesci da stagno come le marzaiole, le alzavole, i moriglioni e i mestolini.

Oltre al nostro Parco Fluviale andremo a “spasso” in quello dei Renai  un'area di proprietà privata per 270 ettari il Parco dei Renai chiamato anche "Stato libero dei Renai" o "Isola dei Renai", area abbandonata in progressiva trasformazione a parco dalla fine dell'estate del 2000.Attualmente sono aperti al pubblico,ad ingresso gratuito, 70 ettari,gestiti da una società per azioni pubblico-privata

Vista la vicinanza con il fiume Arno fin dal XVII secolo quest'area fertile veniva usata per l'agricoltura ma durante il Novecento l'attività agricola man mano cessò, lasciando il posto ad un'incontrollata escavazione di inerti o rena, da cui il termine "Renai", specie tra gli anni sessanta e settanta. Nel 1990 iniziarono le trattative tra i privati ed il comune per il recupero dell'area con una prima ipotesi di piano di recupero dell'area, il cosiddetto "Progetto Michelucci", il quale prevedeva la riqualificazione del territorio attraverso la costruzione di impianti sia sportivi sia ricreativi e la salvaguardia di alcune zone faunistiche,la riserva integrale WWF, ove tutt'oggi sono presenti animali considerati in via di estinzione.

Il progetto fu temporaneamente accantonato fino a quando nel 1997 dal Consiag fu sottoposto all'amministrazione comunale signese un nuovo progetto, leggermente diverso dall'originale in modo tale da essere idoneo a creare una riserva d'acqua per Firenze,dopo che era stato realizzato il collegamento con l'impianto acquedottistico dell'Anconella, il cosiddetto "Tubone". Il progetto prevedeva nel corso degli anni la realizzazione del parco in 4 lotti.

Nel 2000 è stato inaugurata la prima parte, chiamata lotto 0 ove successivamente sono stati costruiti impianti per attività musicali e culturali, sportivi, soprattutto per il calcio e il beach volley, oltre ad una piscina semi-olimpionica ed a strutture per la vela; mentre nel 2006 è stato aperto il secondo lotto (lotto 1) con la costruzione di una piccola spiaggia sul lago e di strutture per il canottaggio e il surf. Per mantenere il contatto con la natura vengono organizzate delle visite da parte del WWF nell'oasi naturale del parco oltre al bird watching mentre è stata creata una pista ciclabile di circa 7 km per collegare il Parco dei Renai con il Parco delle Cascine di Firenze. Al momento sono in fase di realizzazione gli altri due lotti che dovrebbero essere terminati nei prossimi anni.

 

 



 
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