Madonna dei Fossi - La Consuma


Conduce: Giorgio S.
Dislivello: 600m

Tempo di percorrenza: ore 4
Lunghezza:  km 14
Difficoltà: T
Difficoltà
Ritrovo alla sede del Gruppo alle ore 8,00 Partenza ore 8.15.

Un trekk abbastanza facile fra i castagni,  con una salita molto graduale.
Partenza da Castelnuovo ( sopra Pomino), Consuma, Madonna dei Fossi e ritorno.

Ritrovo a Borselli angolo direzione Pomino alle 9,0  circa
A Castelnuovo alle 9.15
Partenza camminata alle 9. 20
Arrivo alla Consuma alle 11 con possibilità di acquisto e degustazione schiacciata calda!
Madonna dei Fossi alle 15
Rientro alle auto alle 15.50 circa.

NOTE STORICO-ARTISTICHE

Oratorio della Madonna dei Fossi

 
I Fossi è il nome della località alpestre posta sul dorso della montagna della Consuma, fra il Poggio del Castello e il Poggio di Tirilli, ad un’altitudine di circa 900 m. Grazie all’abbondanza delle sorgenti e quindi dei rigagnoli d’acqua la zona è ricca di vegetazione montana e forse deve proprio a questa sua caratteristica il proprio toponimo.
Questa cura fu eretta nel secolo XVIII per provvedere alla popolazione sparsa che abitava in questo territorio e che si raggruppava nel nucleo di case, detto Metamolle, che era troppo distante dalle più vicine chiese di Pomino e di Tosina. In realtà nel luogo esisteva già una chiesa dedicata alla Beata Vergine del Carmine ai Fossi, forse un oratorio annesso all’Ospizio dei frati francescani, come risulta nell’elenco delle chiese annesse alla pieve di Pomino della fine del secolo XIII.
Sul Poggio Castello, a nord della chiesa, sorgeva secondo il Niccolai, l’antico castello medievale dei Conti Guidi. Una campagna di scavo condotta nel 1977 ha portato alla luce dei resti che forse appartenevano ad un piccolo castrum., esistito fra il IX e il XIII secolo.
Qui transitava l’unica strada che durante il Medioevo collegava il Casentino con la Val di Sieve. Probabilmente si trattava di una via di pellegrinaggio che veniva usata dai viandanti che trovavano qui un luogo di ristoro, dal momento che esisteva un Ospizio di Frati Francescani, oggi inglobato nella canonica.

L’oratorio della Beata Vergine del Carmine

L’edificio originario risaliva al Medioevo, ma il santuario dedicato alla Madonna è legato ai fatti prodigiosi avvenuti nell’estate del 1635, presso l’immagine sacra che si trovava lungo la strada che collegava la Val di Sieve con il Casentino.
Questa Madonna con il Bambino fu chiamata Maestà di Fanaglia o Fanagliano, dal nome del luogo dove si trovava, posto fra il torrente Rufina e il Moscia.
La notizia di questi fatti si diffuse in tutto il territorio circostante, tanto che cominciarono ad accorrere numerose persone per venerare e pregare la Vergine.
Il Vescovo di Fiesole Mons. Lorenzo Della Robbia inviò sul posto un suo vicario, l’anno successivo, per prendere atto dell’interesse della gente verso quest’immagine sacra.
Successivamente visitò personalmente il luogo e autorizzò il pievano di Pomino a costruire una chiesa al posto del tabernacolo, che conservava l’immagine di Maria.
Il terreno utilizzato per la costruzione dell’edificio fu donato dai Marchesi Geri e Antonio della Rena il 30 giugno 1638. La nuova chiesa fu consacrata il 19 ottobre 1640 alla presenza del clero e del popolo giunto dalle varie località della Val di Sieve. Il pievano Corso della Rena benedisse l’edificio in nome del Vescovo e l’aprì al culto. Lavori di ristrutturazione al loggiato furono compiuti nella seconda metà del '700 da Gaspero Paganelli. Il santuario mariano rimase attivo fino al secolo scorso. Nel 1815 la canonica fu trasformata e ampliata e nel 1817 il Vescovo Martino Leonardo Brandaglia istituì la parrocchia di Santa Maria del Carmine ai Fossi, per desiderio delle 24 famiglie che abitavano quel luogo. All’inizio di questo secolo si trovava in uno stato di abbandono tanto che fu ricostruita nel 1924 dall’architetto Padre Franci, a spese del parroco Don Dolfi, ma la parrocchia cessò la propria attività nel dopoguerra, quando lo spopolamento della montagna ha determinato la traslazione dell’ente parrocchia a quella di Donnini presso Vallombrosa, mentre il territorio circostante è stato nuovamente inglobato nella pieve di Pomino. L’edificio, sorto come ospizio francescano, è ad una sola navata coperta a capriate. Esternamente è circondato su tre lati da un ampio e grazioso loggiato architravato secondo un gusto neorinascimentale. Sul lato destro si vede il campanile a vela. Attualmente in stato d’abbandono, conservava fino alla fine degli anni ’60 una terracotta invetriata di scuola robbiana raffigurante l’Incoronazione della Vergine con il Bambino Gesù, che era collocata nel coro di tipo rinascimentale.
Quest’opera era particolarmente venerata dalla gente del luogo che si recava in questa chiesa, in occasione della festa del Carmine, che si teneva il 16 luglio d’ogni anno.

Fonte:
www.tuscany.name/CORNUCOPIA/chiese2/rufi/madfossi.htm
 
 
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