Trekking Tripetetolo
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Che cos'è il Trekking?. Lo stupore immenso delle bambine e dei bambini nell’esperienza dei primi passi eretti, barcollando tra aria e suolo, tra cielo e terra, ci riconsegna l’esperienza della specie. I piedi sanno, la mente –  soprattutto in Occidente - tende a dimenticarlo. La percezione concreta e sempre straordinaria del piede che incontra un terreno continuamente diverso, liscio, scivoloso, duro, morbido, friabile, compatto, che sale, che scende, che sprofonda nel vuoto, intrattiene relazioni complesse con la memoria del camminare, con l’automatismo dell’incedere, con il paesaggio fisico e con i paesaggi mentali.

 


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 Si può camminare dimenticando che stiamo camminando. E i piedi camminano, e la mente è altrove. Si può anche camminare non vedendo il cammino che stiamo facendo, non vedendo le tracce del nostro viaggio, il pluriverso infinito di segni che stiamo attraversando. Non è facile camminare. Si può camminare senza percepire che lo stiamo facendo e senza vedere il viaggio che stiamo compiendo. La percezione non ascoltata e la visione distratta non sono forse metafore di altro? Non abbiamo forse qualche problema nelle nostre relazioni tra corpo e mente, tra persone e ambiente, naturale e sociale?

Un grande maestro del Novecento, Gurdjeff, insegnò a ripartire dai piedi nella ricostruzione di un corpo diviso e mutilato. Attraverso i piedi il corpo-mente unisce la terra e il cielo, è attraversato dall’energia che sale dal basso per trasformarsi in energia mentale. Dai piedi inizia l’intelligenza del corpo-mente; è accaduto nella storia della specie quando abbiamo assunto la posizione eretta, accade alle bambine e ai bambini quando muovono i primi passi, accade a noi sia pure nella nostra inconsapevolezza.

Camminare è l’arte del viaggio. Si può viaggiare inconsapevolmente, senza vivere l’esperienza del viaggio. Anche questa è una metafora di altro: si possono attraversare luoghi e situazioni senza vedere, nella cecità dell’inconsapevolezza. Anche in questo caso è opportuno ripartire dalle tracce, dalle orme, dai segni del pluriverso complesso che ci è dato di attraversare. Si conosce per tracce e si viaggia viaggiando: il percorso è importante quanto la mèta, l’esperienza del viaggiare è la vera arte di tutti i viaggiatori. È l’esperienza della conoscenza in cui tutto confluisce: la percezione e l’emozione, il riconoscimento e la scoperta, il prevedibile e l’imprevisto, la memoria e la Storia. Per costruirsi come persone intere, per far incontrare i piedi e la mente, il respiro e la visione, il battito cardiaco e la musica dei mondi.... E allora, alla domanda che cos'è il trekking? io rispondo così.

Lanfranco Binni

 

 

 

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